Chianciano, fegato sano!

È idea comune che l’organo vitale per eccellenza sia il cuore o, secondo alcuni, il cervello. Sorprende sapere, invece, che la vita dipende in gran parte dalle funzioni del fegato, organo cui è dedicato uno slogan vintage ma ancora efficace.

La sua importanza sta innanzitutto nelle molteplici funzioni che esso svolge, per cui il venire meno di queste attività metaboliche e cellulari provoca a cascata un deficit di tutti gli altri organi. 

Quali sono le funzioni del fegato e perché è importante

Definire cosa sia il fegato non è cosa semplice: dal punto di vista anatomico e funzionale è una grande ghiandola che sintetizza, secerne ed immagazzina sostanze. A tutti gli effetti, però, si comporta come un laboratorio chimico altamente specializzato e sofisticato. È come un centro polifunzionale di controllo e sviluppo delle principali attività metaboliche del nostro corpo. 

Tutto ciò che entra nel nostro corpo e che giunge nel torrente ematico (farmaci, nutrienti ma anche creme, polveri respirate, ecc..), insomma, tutto ciò che viene assorbito deve prima o poi fare i conti con il fegato, che è deputato a metabolizzare, trasformare (fase essenziale dell’attivazione di molti farmaci) e quindi rimettere in circolo, per poi essere eliminate, tutte le molecole con cui veniamo in contatto. 

Non è un caso se è al centro del nostro corpo, leggermente decentrato a destra, protetto dalle coste (quando straborda sotto le coste è ingrossato), sotto il diaframma ed in contatto con stomaco ed intestino. Sotto la sua cupola si adagia la cistifellea, sacchetto di contenimento della bile prodotta dal fegato stesso. 

Tra le sue funzioni principali possiamo elencare le seguenti, che rendono misura della sua centralità nel mantenere vitale e attivo tutto l’organismo: 

  • Produrre bile, una sostanza che deve mantenere costante la sua giusta fluidità per non ostruire le vie biliari e che ha la funzione principale di favorire la digestione e l’assorbimento dei grassi e quindi delle vitamine liposolubili come la A,D,E K, 
  • Produrre colesterolo, tanto bistrattato, ma tanto essenziale per mantenere l’integrità e la vita stessa di tutte le cellule del nostro corpo, per sintetizzare molti ormoni (tra cui quelli sessuali) 
  • Produrre proteine, che sono i costituenti essenziali degli enzimi, delle molecole strutturali (esempio il muscolo) dei trasportatori di sostanze nel sangue (es. albumina) 
  • Immagazzinamento di glicogeno, vitamine liposolubili, folati, Vitamina B12, oligoelementi come rame e ferro. 
  • Produrre glucosio, contribuendo a mantenere i giusti livelli di glicemia. 

chiaro, quindi, come il venir meno di una o più di queste funzioni, crea uno squilibrio nell’organismo che si manifesta inevitabilmente, anche a distanza di molti anni, in una patologia. 

Curare il fegato alle Terme

Come è noto, le Terme di Chianciano sono una stazione termale specializzata per la cura del fegato mediante le acque.

La cura termale per il fegato si esegue in 12 giorni di cura idropinica con Acqua Santa direttamente alla fonte, dove l’acqua è raccolta alla temperatura di 33° C e bevuta la mattina a digiuno, associata a 6 giorni di fango-balneoterapia specifica che consiste in un’applicazione di fango termale nella regione epatica anteriore e posteriore, con il paziente in posizione supina. Questo impacco di fango termale a 45°C viene applicato per circa 15 minuti in modo che la sua azione coleretica e colagoga possa completarsi. A seguito della fangatura epatica vi è un bagno termale a 37° C per circa 10 minuti. 

La dose personalizzata di Acqua Santa da bere al mattino a digiuno e la durata esatta della fango-balneoterapia vengono stabilite a seguito di una visita medica specialistica termale, in sede. Il ciclo completo di cura è convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale: è necessari a la prescrizione medica del proprio medico di famiglia per usufruirne una volta l’anno. 

Per quali soggetti è indicata la cura termale per il fegato

La cura termale per il fegato è indicata in tutti i casi di sofferenza epatica conclamata associata a disturbi dispeptici di origine biliare oppure in seguito a colecistectomia. 

Alcuni casi necessitano di ripetere il ciclo di cura completo più volte l’anno, sotto indicazione del proprio medico curante. In altri casi, invece, è sufficiente mantenere i benefici apportati con un ciclo di cura nella stazione termale ripetendo 12 o più giorni di cura domiciliare con Acqua Santa in bottiglia, da bere la mattina a digiuno dopo averla riportata alla temperatura di 33° C, come alla fonte. 

La cura termale per il fegato ha validità, non solo nei casi di patologia epatica conclamata, ma anche in tutte quelle condizioni asintomatiche, spesso misconosciute, che affliggono una parte consistente della popolazione.

Nonostante la sua centralità nel mantenimento dell’equilibrio metabolico del corpo, spesso il fegato viene trascurato. Questo errore si compie soprattutto perché la sua sofferenza e i primi deficit funzionali sono asintomatici, quindi, chi ne soffre non ne ha manifestazione finché l’organo non è danneggiato al 70% o più. Per questo motivo, uno screening epatologico andrebbe effettuato con regolarità, attraverso indagini cliniche di primo livello, semplici, poco costose e non invasive, come le analisi del sangue alla ricerca dei valori di Transaminasi Got e GPT, gamma-GT, bilirubina totale, diretta ed indiretta. Questo semplice gesto, deve esser eseguito ogni due anni o, in caso di condizioni preesistenti connesse (diabete, polifarmacoterapia, obesità, ecc.), una volta l’anno.

Anche l’esecuzione di indagini cliniche di secondo livello risulta utile per capire lo stato di salute del proprio fegato: un’ecografia epatica, volta a misurare le dimensioni dell’organo ed eventuale presenza di anomalie (steatosi, angiomi, cisti), è un valido aiuto nella prevenzione di condizioni patologiche cronico degenerative, come la sindrome metabolica, che devono e possono essere arrestate in tempo, se diagnosticate nella fase ancora asintomatica. 

In tutti i casi di indagini cliniche di primo o secondo livello anomale, è indicata la cura termale preventiva per il fegato, anche se il soggetto non presenta ancora sintomatologia conclamata. Un ciclo di cura di 12 giorni di idroterapia con Acqua Santarisulta essere l’approccio più efficace con un rapporto costo/beneficio molto vantaggioso, essendo scevra da rischi ed effetti collaterali, rispetto ad altri metodi, anche di natura fitoterapica, come integratori od estratti erboristici. Il trattamento termale per la cura del fegato, inoltre, è in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, diversamente da soluzioni alterative spesso proposte. 

Possono essere utili le cure termali per il fegato anche per tutti i soggetti che vivono condizioni predisponenti all’affaticamento delle funzioni epatiche: polifarmacoterapie, contatto con fumi e smog, eccesso di grassi nella dieta, sedentarietà. I casi che risultano negativi alle indagini cliniche di primo e secondo livello ma che presentano disturbi aspecifici del tratto gastroenterico, come dispepsia o stipsi, possono beneficiare dell’uso quotidiano domiciliare dell’Acqua Santa in bottiglia, riportandola alla temperatura di 33° C (a bagnomaria o forno a microonde) e bevendola a piccoli sorsi la mattina a digiuno. Le quantità variano da 100 a 400 g al giorno. 

 

Come prendersi cura del proprio fegato giornalmente

Essendo consapevoli di quanto il fegato sia centrale nell’ingranaggio della salute del nostro corpo, chiunque può mantenersi in forma e attivo con piccoli ma costanti gesti quotidiani. 

  • Conservare un buon peso corporeo, evitando di immagazzinare tessuto adiposo in eccesso, che va a depositarsi proprio nel fegato nella prima fase, danneggiandolo in modo silente.
  • Corretta alimentazione: piccoli pasti e frequenti, leggeri ma nutrienti, con molte fibre che aiutano ad assorbire i nutrienti nel modo giusto, non appesantendo nelle sue funzioni metaboliche il fegato dopo i pasti. Una dieta che include troppi grassi, infatti, in particolare saturi e idrogenati derivanti da cibi fritti o eccessivamente conditi, sovraccarica il fegato. Al contrario, è consigliata una dieta ricca di frutta e verdura che permetta di stimolare le funzioni epatiche e aiuti a depurare il fegato nel caso vi sia un eccesso di tossine. Una dieta che prevede alimenti salutari, inoltre, contribuisce all’assunzione di sali minerali come il magnesio, il calcio e il fosforo, elementi essenziali al buon funzionamento del fegato.
  • Fare movimento, perché la sedentarietà è il primo stimolo ad accumulare tessuto adiposo nel fegato, essendo appunto l’organo deputato al metabolismo.
  • Idratarsi nella quota giusta è essenziale per mantenere fluida la bile; una bile più vischiosa defluisce meno nei dotti epatici e la stasi così instaurata diventa tossica per le cellule epatiche che vanno in sofferenza.
  • Come non citare anche l’aria che respiriamo: come è già descritto, il fegato è deputato a metabolizzare tutte le sostanze che entrano nel nostro corpo, comprese quelle che arrivano per via aerea. Ritrovate, quando possibile, uno spazio di aria pulita e il fegato ringrazierà. 

Seguire queste semplici regole quotidiane ci predispone a rimanere in salute più a lungo e senza la necessità di ricorrere a farmacoterapie per correggere dismetabolismi o disfunzioni, che si possono limitare, spesso, più efficacemente con uno stile di vita sano ed equilibrato. Assumere molti farmaci in modo cronico contribuisce ad appesantire la funzionalità epatica, che può arrivare ad esaurimento. 

La cura del fegato è anche la migliore alleata nei trattamenti di bellezza, un buon funzionamento epatico, infatti, ha un’azione depurativa sulla pelle e contribuisce alla sua naturale salute e tonicità.

A corollario di uno stile di vita così migliorato, si consiglia di integrare una volta l’anno un ciclo di cura idropinica con Acqua Santa e la fango-balneoterapia, immersi in un ambiente rilassante, circondati dal verde della Toscana.

Anche questa parentesi di prevenzione e benessere è convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale sotto prescrizione del proprio medico di famiglia. 

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