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Il reflusso gastroesofageo: una patologia che affligge 20 persone su 100

Il reflusso gastroesofageo: una patologia che affligge 20 persone su 100


pubblicato il22/03/2017 08:55:30 sezione "News"

Il reflusso gastroesofageo è la risalita involontaria e frequente dei succhi gastrici e di parte del contenuto dello stomaco lungo l’esofago, talvolta fino alla gola.
Il sintomo tipico è una sensazione di rigurgito acido nell’esofago, associato a bruciore localizzato al petto e nello stomaco.
Il sintomo diventa acuto durante la notte e quando ci si corica. Nei casi gravi, il dolore al petto è così intenso da essere confuso con un attacco di angina pectoris.
A causa della spiccata acidità, il passaggio dei succhi gastrici all’interno dell’esofago provoca l’irritazione delle mucose e, talvolta, delle vie respiratorie e della gola provocando disturbi alle corde vocali, abbassamento di voce, laringite, raucedine, tosse cronica e asma.
Il reflusso può provocare lesioni croniche e a volte irreversibili della mucosa dell’esofago. La corrosione può dare perforazioni (ulcere) e sanguinamenti.
La complicanza più comune è l’esofagite, la più grave è l’esofago di Barrett, in cui le cellule della mucosa si modificano in senso precanceroso
Lo sfintere esofageo inferiore, chiamato Cardias, è una speciale valvola muscolare che si apre nel momento in cui è necessario il passaggio del cibo. Quando la valvola si chiude, in condizioni normali, impedisce la risalita verso l'esofago dei succhi gastrici presenti nello stomaco.
Il reflusso gastroesofageo dipende principalmente da due cause, il rilassamento, e quindi l’incontinenza, del Cardias, che dovrebbe impedire il movimento retrogrado dei succhi gastrici verso l’esofago e l’eccessiva permanenza del cibo all’interno dello stomaco.
In particolare un indebolimento della pressione di chiusura del cardias, può presentarsi per via della conformazione assunta dall'addome; le persone obese e le donne in gravidanza, per esempio, sono più esposte al reflusso gastroesofageo.
Anche il fumo è un fattore di rischio da non sottovalutare, perché la nicotina contenuta nelle sigarette rilassa i muscoli della valvola tra stomaco ed esofago, favorendo la risalita del cibo.
Un’altra causa molto frequente di reflusso è data dalla presenza dell’ernia iatale; quest’ultima può definirsi come la risalita di una porzione dello stomaco in cavità toracica attraverso il cosiddetto iato esofageo (foro del diaframma al di sotto del quale l’esofago prosegue con lo stomaco).
Il più delle volte capita che la porzione erniata includa il cardias che, in tal modo, non si può chiudere correttamente lasciando che i succhi gastrici salgano a ritroso nell’esofago. La deglutizione, i colpi di tosse e gli sforzi addominali possono facilitare questo processo di formazione dell’ernia.
L’eccessiva permanenza di cibo all’interno dello stomaco è un’altra causa che favorisce il reflusso gastroesofageo. I tempi di digestione sono legati al tipo di alimentazione e, per tale motivo, la dieta assume un ruolo fondamentale nell’attenuazione della sintomatologia da reflusso gastroesofageo. Più avanti indichiamo alcuni consigli dietetici. Ma come si diagnostica il reflusso gastroesofageo?
La pHmetria è un esame specialistico che, grazie a un registratore portatile, registra per 24 ore la quantità di acido presente nell’esofago, nello stomaco o in entrambi, mentre il paziente svolge le sue normali attività quotidiane.
La manometria è un esame che studia e misura la pressione e i movimenti dell’esofago e del cardias.
Per la diagnosi del reflusso gastroesofageo, molto utile e assolutamente non invasivo, può essere anche un esame di laboratorio di recente introduzione, chiamato PEP TEST, che consiste nel rilevare la presenza di pepsina (uno dei costituenti principali del succo gastrico) in un campione di saliva raccolto al mattino a digiuno.
L’ernia iatale può essere diagnosticata mediante una esofagogastroduodenoscopia (EGDS) e/o con una radiografia del digerente…
Seguiteci, la prossima settimana i rimedi sul sito e su fb, compresi i primi risultati dell’effetto dell’acqua Santa sul reflusso.




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